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Termovalorizzatore

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  • Termovalorizzatore

    Buongiorno,
    Il comune di Torino ha deciso di costruire un termovalorizzatore a circa 3 Kms di casa mia.
    Devo preoccuparmi?

  • #2
    Trovarsi vicino ad un termovalorizzatore non è come trovarsi vicini ad un campo di frumento.
    Purtroppo inquina, molto meno dei vecchi inceneritori, ma inquina. Le emissioni potranno anche essere sotto i limiti di legge, ma sicuramente la qualità  dell‘aria peggiorerà  perché verranno emessi nell‘aria metalli pesanti, diossine, furani e molti altri inquinanti (cancerogeni e tossici).
    I termovalorizzatori che si costruiscono ultimamente sono, dal punto di vista ingegneristico, molto efficienti e i sistemi di abbattimento degli inquinanti sono molti, ottimi e funzionali. Problemi potranno insorgere nel caso di malfunzionamenti o nel corso delle manutenzioni, non trascurerei nemmeno le possibili contaminazioni ambientali che potranno insorgere con la movimentazione delle ceneri.
    In ogni caso 3 chilometri di distanza sono molti, probabilmente rischieresti di più ad abitare a fianco di una fonderia. Bisognerà  comunque dare un‘occhiata alla direzione del vento e all‘altezza delle ciminiere per capire il cono di ricaduta degli inquinanti.
    Il mio sitoweb:
    NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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    • #3
      Un termovalorizzatore è un impianto che utilizza la frazione secca del rifiuto per produrre energia, quindi si distingue dai vecchi inceneritori che si limitano alla sola termodistruzione dei rifiuti. Gli impianti di termovalorizzazione sono dotati di efficaci sistemi di abbattimento fumi, inoltre le temperature d'esercizio sono tenute al di sotto di quelle critiche a cui si possono sviluppare diossine. Con ciò non voglio dire che tali impianti non inquinino, ma di sicuro non di più di una centrale a carbone. Per capire se tale area può ospitare questa tipologia d'impianto occorre che sia fatto uno studio d'impatto ambientale che ne stabilisca la fattibilità . Infine ritengo che si debba smettere di fare del terrorismo ecologico, i rifiuti vengono prodotti ed in qualche modo devono essere smaltiti. Il termovalorizzatore può essere quindi un'ottima soluzione per quanto riguarda la gestione dei rifiuti per tre motivi: riduce i conferimenti in discarica, produce energia, elimina anche quei materiali che hanno finito i loro cicli di riciclaggio.

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      • #4
        Originariamente inviato da eva Visualizza il messaggio
        Il termovalorizzatore può essere quindi un'ottima soluzione per quanto riguarda la gestione dei rifiuti
        secondo me non è la soluzione migliore. Diciamo che si può utilizzare come ultima risorsa.
        Il problema dei rifiuti va affrontato prima di tutto limitandone al massimo la formazione e la pericolosità . Va potenziato il compostaggio, anche domestico. Bisogna favorire il riciclo dei materiali e il loro riutilizzo. Si deve aumentare il più possibile la raccolta differenziata (in certe aree del Sud Italia nemmeno la fanno). Tra l'altro ho sentito dire che in alcuni comuni fanno fare la raccolta differenziata e dopo prendono i diversi rifiuti, li mescolano e li portano in discarica lo stesso.

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        • #5
          La termovalorizzazione non è una soluzione alternativa agli altri trattamenti dei rifiuti (compostaggio, raccolta differenziata, stoccaggio in discarica), ma è parte integrante della gestione dei rifiuti stessi.
          Dal momento che la prima fase di una corretta gestione dei rifiuti inizia in casa, occorrerebbe sensibilizzare i cittadini indirizzandoli verso la differenziazione dei materiali. Comunque la raccolta differenziata da sola non risolve il problema rifiuti perché a parte il vetro (materiale dalle infinite possibilità  di riciclo), gli altri materiali hanno cicli di vita limitati e non possono essere riciclati in eterno.
          Anche il compostaggio non risolve il problema rifiuti in quanto, essendo un trattamento di tipo biologico, riguarda solo la frazione organica dei rifiuti, cioè la frazione "umida".
          Per cui la gestione dei rifiuti deve essere integrata e prevedere anche l'utilizzo di un termovalorizzatore che trasformi la parte ad alto potere calorifico degli RSU (cioè la frazione "secca") in CO2 e vapor acqueo che viene poi utilizzato per produrre energia elettrica.
          La termovalorizzazione spaventa per le emissioni gassose che produce, ma i moderni impianti sono dotati delle migliori tecnologie disponibili per quanto riguarda il trattamento degli effluenti.
          Quindi secondo me una corretta gestione dei rifiuti deve prevedere:
          1) riciclo dei materiali;
          2) trattamento biologico della sostanza organica;
          3) trattamento termico;
          4) conferimento in discarica come ultimo step.

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          • #6
            sono pienamente d'accordo con eva: credo che abbia proposto un quadro realistico e completo di quella che è la situazione...

            si fa presto a fare della polemica spicciola "da bar", per non dire terrorismo ecologico.
            i cittadini brontolano per tutto: molti diritti e pochi doveri!
            spesso si parla "per sentito dire" senza veramente conoscere quali sono le problematiche effettive, e nascono equivoci e questioni che assumono proporzioni spropositate!

            prima di iniziare a protestare tutti dovrebbero farsi l'esame di coscienza, e chiedersi per esempio se sono in grado di separare correttamente i rifiuti, distinguendo quelli riciclabili da quelli che non lo sono... come saprete, spesso le diverse parti di uno stesso oggetto andrebbero separate e distinte nelle varie raccolte differenziate, per un corretto riciclo dei materiali... a parte poi conoscere questi fatti c'è da chiedersi anche chi ha la costanza, la pazienza e la diligenza di fare queste separazioni, c'è da chiedersi quanti saranno di deficenti che buttano materiali che non c'entrano niente nei cassonetti differenziati eccetera eccetera...

            per cui dico che la tecnologia e la scienza sono una soluzione affidabile in quanto costante e documentata, mentre il comportamento umano, per sua natura incoerente, incontrollabile e spesso irresponsabile, non può ancora essere una risosrsa su cui fare affidamento.

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            • #7
              Originariamente inviato da llll0 Visualizza il messaggio
              prima di iniziare a protestare tutti dovrebbero farsi l'esame di coscienza, e chiedersi per esempio se sono in grado di separare correttamente i rifiuti...
              ma se decidessero di costruire un termovalorizzatore vicino a casa tua, tu non protesteresti?
              in fin dei conti si tratta di una fonte inquinante. E' chiaro che se uno deve scegliere fra il vivere in mezzo ai rifiuti o il farli bruciare, tutti preferirebbero i termovalorizzatori, a patto che siano veramente efficienti. Tanto più che le discariche in Italia sono praticamente ai limiti della capienza.
              Ma i termovalorizzatori andrebbero fatti in aree praticamente disabitate, anche perchè nessuno sopporterebbe il via-vai continuo di camion della spazzatura. Adesso sembra che ci sia una corsa alla loro costruzione, e spesso ci sono grossi interessi economici sotto (vedi tangenti e altro).
              Tu hai pienamente ragione quando parli di raccolta differenziata, ma prova a spiegarmi perchè in certe aree d'Italia siamo a livelli da Terzo-Mondo.
              Dai dati che ho visto, il Veneto nel 2002 aveva il 40% di raccolta differenziata; la Sicilia appena il 4%; la Sardegna e il Molise il 3%.
              Perchè c'è tutto questo immobilismo? quali interessi economici ci sono sotto? è la solita mafia che gestisce l'immondizia a bloccare il tutto? oppure è solo un fatto culturale?
              Si fa presto a dire che bisogna darsi da fare in proprio, ma dopo devi avere a che fare con la realtà  dei fatti che è ben diversa.

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              • #8
                se ne costruissero uno vicino a casa mia, prima di protestare, farei le seguenti cose:

                1: fossi un fumatore, smetterei.
                2: buttare via il telefonino. (per migliorare la qualità  dell'aria intorno a me, inizierei dalle radiazioni a cui mi sto volontariamente sottoponendo).
                3: limitare al 100% l'uso dell'automobile, usandola solo se indispensabile (capisci cosa intendo).
                4: mi assicurerei di chiudere sempre il rubinetto mentre mi spazzolo i denti o mi rado, di avere uno scarico WC regolabile e limitarne l'uso, di non sprecare acqua in nessun modo (ce ne sarebbero centinaia).
                5: mi assicurerei di avere perlomeno provato a documentarmi sulla possibilità  di utilizzare fonti di energia rinnovabili per i miei fabbisogni.
                6: rivedrei le mie abitudini alimentari, cercando di non acquistare prodotti con troppo imballaggio, di consumare acqua, bevande e alimenti possibilmente in bottiglie di vetro, di limitare l'uso di sacchetti di plastica (evitando di prenderne uno per ogni acquisto che faccio, o andando a fare la spesa con borse di stoffa).

                ovviamente l'elenco potrebbe andare avanti quasi all'infinito, ma in sostanza credo che nessuno possa dirsi veramente "senza peccato" rispetto al problema ecologico, dal momento stesso in cui nasce e decide di vivere in un sistema consumistico come il nostro.

                il significato del mio intervento più o meno era questo...

                per quanto riguarda mafia dei rifiuti e problemi statistici su nord e sud d'italia, ritengo che siano questioni secondarie rispetto a una conoscenza e a una sensibilità  rispetto all'ambientale da parte di tutti, che sarebbe solo un ottimo punto di partenza!

                se tutti ricominciassimo a prendere il latte dal lattaio nella boccia di vetro (un po' alla gianni morandi) per esempio si eliminerebbe il problema del tetrapak e tutti gli annessi, o no?

                naturalmente siamo all'utopia pura...

                giri di soldi dietro ai rifiuti e al riciclaggio ce ne sono, come purtroppo dietro a qualunque cosa, ma per fortuna esistono persone oneste che si danno da fare per l'ambiente senza approfittare per guadagnarci: persone che conosco e che lavorano nel campo del riciclaggio del vetro, per esempio hanno dovuto per forza tagliare i ponti con la raccolta differenziata, essendosi scontrati con la politica e con tutte le schifezze alle quali accenni anche tu, che sicuramente esistono...

                questo non toglie che un termovalorizzatore sia un impianto studiato per trarre energia dai rifiuti, e che sia più auspicabile di una semplice discarica, magari abusiva!
                di camion ne passano tanti comunque, per portarci nei supermercati i nostri cari e irrinunciabili beni di consumo, senza rinunciare ai quali, non avremo mai le premesse per un ambiente pulito.

                non credo che nessuno morirà  o si ammalerà  per un termovalorizzatore a qualche km da casa.

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                • #9
                  Allora gabry,
                  io non sto dicendo che i termovalorizzatori emettono profumi d‘arancio dalle loro ciminiere........
                  ....la termovalorizzazione è un processo di combustione per cui produce una serie di macroinquinanti (mg/m3) e microinquinanti (mg/m3) che dipendono dal tipo di rifiuto impiegato, cioè da come vengono realizzate sia la raccolta differenziata che le eventuali operazioni di pretrattamento.
                  Devi sapere che i moderni impianti, dotati delle migliori tecniche disponibili di combustione, trattamento e recupero energetico, oltre ad allinearsi, in termini di emissioni, a tutta una serie di attività  industriali, possono esibire bilanci ambientali positivi, grazie all‘ELEVATA EFFICIENZA CON CUI AVVIENE LA DEPURAZIONE DEI FUMI e con cui si produce ENERGIA ELETTRICA e CALORE. L‘energia prodotta dai rifiuti aggiunge inquinanti all‘ambiente, ma evita che altri inquinanti vengano aggiunti dalla produzione convenzionale; IL BILANCIO TRA INQUINANTI AGGIUNTI ED EVITATI RISULTA A FAVORE DEI TERMOVALORIZZATORI NEL CASO CHE GLI INQUINANTI EVITATI SIANO QUELLI DI UNA CENTRALE CON CICLO A VAPORE AD ALIMENTAZIONE MISTA METANO-OLIO.
                  Se mi sono permessa di dire la mia è proprio perché all‘ambiente ci tengo, anche se ti sembrerà  strano, e perché con il mio piccolo intervento volevo mettere a disposizione le mie conoscenze in materia cercando di fare un po‘ di comunicazione ambientale visto che nel nostro paese ne siamo completamente a digiuno.
                  Essere ambientalisti non significa protestare sempre e comunque, significa analizzare la situazione per capire quali sono le strategie migliori per sopperire alle mancanze che ci sono state fino ad adesso nella salvaguardia ambientale.
                  Secondo me prima di parlare per sentito dire facendo del terrorismo ecologico, bisognerebbe conoscere con esattezza il problema.

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                  • #10
                    Purtroppo viviamo in una società  di stampo prettamente consumistico, dove c‘è una corsa continua al prodotto che è di ultima generazione o più di moda. Lo stesso mondo industriale fonda la propria esistenza su tutta una serie di prodotti a basso prezzo e a termine dal punto di vista qualitativo, per cui lo smaltimento dei rifiuti sarà  un problema sempre più gravoso con il passare degli anni. C‘è gente che butta o regala il cellulare non perché non funziona più, ma semplicemente perché non è dotato delle ultime novità  tecnologiche, come la trasmissione dei messaggi video. Lo stesso discorso vale per i PC, gli scanner, e molti altri prodotti. Tempo fa mi si è rotta la stampante, la sua riparazione mi costava relativamente poco, ma per quel prezzo mi conveniva acquistarne una nuova! Oramai siamo arrivati alla cultura dell‘usa e getta anche per i prodotti più avanzati. Non si ripara più niente, ma si butta e si acquista qualcosa di nuovo.
                    E‘ la stessa società  industrializzata moderna che si autoalimenta di questa corsa continua verso la cultura dell‘usa e getta fomentandola con tutta una serie di messaggi mediatici più o meno subliminali che spingono gli utenti dei media all‘acquisto, nel falso mito della valorizzazione della propria persona tramite i beni di consumo.
                    Come faceva intendere giustamente llll0 (una volta o l‘altra mi spiegherai che nick ti sei scelto) si tratta di una questione essenzialmente di natura culturale. Il problema della gestione dei rifiuti deve essere affrontato prima di tutto da noi, intesi come individui. Dal nostro comportamento e dalle nostre scelte dipenderà , in gran parte, il modo in cui questo problema verrà  affrontato e risolto nel futuro, al fine di tutelare allo stesso tempo sia la nostra salute che l‘ambiente, nonché la nostra qualità  di vita.
                    Probabilmente nella foga del discorso sono andato un po‘ fuori tema, comunque mi sembra assodato che tutti siamo consci del fatto che i termovalorizzatori sono inquinanti; per la loro realizzazione bisognerà  sempre prendere in considerazione i vari pro e contro. Una volta valutata attentamente la situazione e sentito il parere della popolazione residente, dopo averla adeguatamente informata, si potrà  procedere o meno alla loro realizzazione. In fondo si tratta di una questione di democrazia e di rispetto per i cittadini, le scelte imposte dall‘alto non hanno mai futuro.
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                    • #11
                      Originariamente inviato da Davide Visualizza il messaggio
                      Purtroppo viviamo in una società  di stampo prettamente consumistico, dove c‘è una corsa continua al prodotto che è di ultima generazione o più di moda. Lo stesso mondo industriale fonda la propria esistenza su tutta una serie di prodotti a basso prezzo e a termine dal punto di vista qualitativo, per cui lo smaltimento dei rifiuti sarà  un problema sempre più gravoso con il passare degli anni. C‘è gente che butta o regala il cellulare non perché non funziona più, ma semplicemente perché non è dotato delle ultime novità  tecnologiche, come la trasmissione dei messaggi video. Lo stesso discorso vale per i PC, gli scanner, e molti altri prodotti. Tempo fa mi si è rotta la stampante, la sua riparazione mi costava relativamente poco, ma per quel prezzo mi conveniva acquistarne una nuova! Oramai siamo arrivati alla cultura dell‘usa e getta anche per i prodotti più avanzati. Non si ripara più niente, ma si butta e si acquista qualcosa di nuovo.
                      E‘ la stessa società  industrializzata moderna che si autoalimenta di questa corsa continua verso la cultura dell‘usa e getta fomentandola con tutta una serie di messaggi mediatici più o meno subliminali che spingono gli utenti dei media all‘acquisto, nel falso mito della valorizzazione della propria persona tramite i beni di consumo.
                      Come faceva intendere giustamente llll0 (una volta o l‘altra mi spiegherai che nick ti sei scelto) si tratta di una questione essenzialmente di natura culturale. Il problema della gestione dei rifiuti deve essere affrontato prima di tutto da noi, intesi come individui. Dal nostro comportamento e dalle nostre scelte dipenderà , in gran parte, il modo in cui questo problema verrà  affrontato e risolto nel futuro, al fine di tutelare allo stesso tempo sia la nostra salute che l‘ambiente, nonché la nostra qualità  di vita.
                      Probabilmente nella foga del discorso sono andato un po‘ fuori tema, comunque mi sembra assodato che tutti siamo consci del fatto che i termovalorizzatori sono inquinanti; per la loro realizzazione bisognerà  sempre prendere in considerazione i vari pro e contro. Una volta valutata attentamente la situazione e sentito il parere della popolazione residente, dopo averla adeguatamente informata, si potrà  procedere o meno alla loro realizzazione. In fondo si tratta di una questione di democrazia e di rispetto per i cittadini, le scelte imposte dall‘alto non hanno mai futuro.
                      sono d'accordissimo!
                      per quanto possiamo sforzarci di "pensare verde", il sistema consumistico ci stringe in una tenaglia forzandoci verso lo spreco.
                      non so se hai riparato la tua stampante o ne hai presa una nuova (anche a me è capitata la stessa cosa), in ogni caso, la domanda è "chi andrebbe contro il proprio portafoglio per rispettare l'ambiente e produrre un rifiuto in meno?".
                      il processo di "consumatorizzazione" del cittadino, che ormai sempre più spesso è semplicemente un "consumatore" e basta, mi pare irreversibile e inarrestabile.
                      in effetti chiedere di rimetterci di tasca propria è chiedere troppo!
                      il consumatore è vittima del sistema ma anche (per eredità  dei predecessori e recidività ) il carnefice!

                      in effetti il post è ormai completamente deviato, ma visto che è stato iniziato un anno fa, non è così grave...

                      PS: il mio nick è una "parola astratta" llll0 è un segno grafico senza nessun significato: 4 sbarrette e un cerchio.

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                      • #12
                        pensa che la stampante era semplicemente sporca. E' bastato aprirla, ripulirla e darle un bel pugno per far capire chi comanda. Non avrò contribuito all'aumento del PIL globale e allo sviluppo dell'economia, ma almeno abbiamo un rifiuto in meno, per ora.
                        Alla faccia del negoziante che mi aveva consigliato di prenderne una nuova.
                        Il mio sitoweb:
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                        • #13
                          Originariamente inviato da Davide Visualizza il messaggio
                          E‘ la stessa società  industrializzata moderna che si autoalimenta di questa corsa continua verso la cultura dell‘usa e getta fomentandola con tutta una serie di messaggi mediatici più o meno subliminali che spingono gli utenti dei media all‘acquisto, nel falso mito della valorizzazione della propria persona tramite i beni di consumo.
                          infatti il sistema migliore per eliminare il problema dei rifiuti è quello di far capire alla gente che si devono comprare i beni durevoli. Bisogna operare a monte, piuttosto che a valle.
                          Sui termovalorizzatori io ho ancora dei grossi dubbi.
                          Intanto sarà  anche vero che permettono di ridurre le discariche, ma allo stesso tempo costringono a costruire delle discariche speciali. Per ogni 100 tonnellate di rifiuti bruciati si ottengono 30 tonnellate di ceneri pericolose che devono anche essere trattate con grossi costi supplementari.
                          E poi la convenienza energetica è solo sulla carta, si basa su tutta una serie di finanziamenti pubblici. In realtà  chi ci guadagna sono solo le aziende che li costruiscono o che li gestiscono.
                          Per non parlare del rischio per l'ambiente e per la salute dei cittadini che ci abitano vicino. Inquineranno meno dei vecchi inceneritori, ma sono sempre pericolosi. Se proprio si devono fare, come diceva Davide, bisogna farli molto lontani dalle aree abitate.

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                          • #14
                            Bisogna farli molto lontani dalle aree abitate?!?
                            Che sarebbe quantificato in quanto?!?
                            La ricaduta a terra degli inquinanti dipende da dall'altezza e dal diametro del camino, dal sovralzo termico del pennacchio, dai parametri di dispersione atmosferica, dalla velocità  media del vento...
                            Tutti parametri che devono essere valutati all'interno di una procedura di VIA. Ogni caso è diverso dagli altri perché cambiano le variabili in gioco...per cui ogniqualvolta deve essere realizzato un termovalorizzatore, deve essere eseguito uno studio d'impatto che valuti lo stato delle matrici ambientali ante e post operam, in base al quale poi decidere se l'area può ospitare o meno un simile impianto. Potrebbero bastare anche 2 km...
                            I termovalorizzatori inquinano (repetita iuvant...) al pari di tutte le altre attività  industriali, contro le quali però non ci si accanisce nessuno...
                            Il problema dei rifuti è soltanto una parte infinitesima dell'impatto che il genere umano (che per altro sta crescendo a ritmi esponeziali) esercita sull'ambiente e sulle sue risorse. Ogni individuo lascia una propria impronta ecologica che corrisponde alla superficie di sistemi ecologici produttivi (acque dolci, foreste, pascoli...) necessaria a produrre tutti i beni che consuma. Ovviamente più il paese è industrializzato e più l'impronta è grande. Questo è un problema di origine culturale.
                            La domanda che mi pongo è questa:
                            si può cambiare una cultura? e in caso afferamtivo in quanto tempo?

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                            • #15
                              lo so anche io che la ricaduta degli inquinanti dipende da molti fattori.
                              Quello che intendevo io è che nella VIA molti aspetti di tutela sanitaria ed ambientale vengono spesso sottovalutati. Lo sai meglio di me che le valutazioni d'impatto ambientale si fanno sulla base delle informazioni fornite dal committente dell'opera. Sono convinto che spesso prevalgano gli interessi economici sulla reale tutela della popolazione e della natura.
                              Poi per quanto riguarda la polemica sulla mancata protesta nei confronti delle altre realtà  industriali, ti sbagli di grosso. In Italia ci sono dovunque manifestazioni e organizzazioni che si battono contro la presenza vicino ai luoghi abitati di centrali termoelettriche, cementifici, inceneritori, acciaierie, fonderie, concerie, ecc. Il discorso si può generalizzare e non limitare ai soli termovalorizzatori.

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